Una batteria da 10 kWh può alimentare la pompa di calore durante la sera? La capacità scritta sul preventivo non basta a rispondere. Prima bisogna capire quanta energia entra nell’accumulo, quanta ne esce e quale parte trova un consumo utile quando il sole non produce.
È la domanda centrale del capitolo sull’accumulo nel libro Il fotovoltaico non riscalda casa. La scelta parte dai flussi dell’edificio: il risultato da cercare è energia effettivamente trasferita a un altro momento, non capacità installata da esibire.
Prima della batteria c’è il surplus
Il fotovoltaico alimenta i carichi presenti mentre produce. Soltanto l’eccedenza può essere destinata alla carica solare della batteria. Se la pompa di calore lavora di giorno, insieme agli altri consumi, può utilizzare direttamente una parte importante della produzione: quell’energia non è più disponibile per l’accumulo.
Non è un problema. L’utilizzo diretto evita il passaggio aggiuntivo nella batteria. Diventa un errore quando il progetto conta gli stessi chilowattora due volte: prima come autoconsumo della macchina, poi come energia da conservare per la sera.
Servono quindi almeno due profili, produzione e consumo, letti negli stessi intervalli. Il surplus cambia da un giorno all’altro. Nell’approfondimento sul bilancio annuale del fotovoltaico ho spiegato perché il totale non misura questa coincidenza. Qui facciamo il passo successivo: seguire ciò che rimane disponibile e verificare dove può andare.
Tre limiti diversi: energia, potenza e rendimento
I kWh descrivono una quantità di energia. I kW descrivono la potenza, cioè quanto rapidamente il sistema può assorbirla o erogarla. Una batteria capiente può avere un limite di scarica che impedisce di alimentare contemporaneamente tutti i carichi.
La capacità nominale va distinta da quella utilizzabile. Riserva impostata, limiti del sistema, condizioni operative e degrado possono ridurre la quota disponibile. Inoltre, un valore misurato alle celle non è automaticamente l’energia consegnata ai consumi in corrente alternata. Le perdite di conversione vanno considerate nel punto giusto, una sola volta.
Il rendimento dell’intero ciclo è il rapporto tra energia utile restituita ed energia introdotta. La documentazione tecnica ATB sull’accumulo residenziale distingue energia, potenza e rendimento del ciclo. Sono parametri da richiedere anche per un preventivo domestico; i valori di una simulazione di ricerca non sostituiscono quelli del prodotto scelto.
Un esempio: la capacità resta uguale, il risultato cambia
Esempio esclusivamente illustrativo: ipotizziamo una batteria nominale da 10 kWh, con 8 kWh utili erogabili sul lato dei consumi, inizialmente scarica fino alla riserva. Il rendimento complessivo carica-scarica è assunto pari al 90%. Non sono dati di un modello commerciale.
In una giornata il surplus solare effettivamente assorbibile è 7 kWh. Restituirà al massimo 6,3 kWh: 7 × 0,90. Se dopo il tramonto la pompa di calore richiede 6 kWh elettrici e gli altri carichi 2 kWh, la domanda complessiva è 8 kWh. Con potenza di scarica sufficiente e gestione coerente, la batteria ne copre 6,3; rimangono 1,7 kWh da prelevare.
Ora immaginiamo una giornata con soltanto 2 kWh di surplus assorbibile. L’energia restituita scende a 1,8 kWh e il prelievo serale sale a 6,2 kWh, a parità di domanda. Comprare più capacità non modifica questi numeri: manca l’energia con cui riempirla.
Il calcolo assume assenza di carica dalla rete, nessuna ulteriore ricarica serale e perdite già comprese nel rendimento indicato. Anche gli 8 kWh utili sono definiti all’uscita: non vanno moltiplicati nuovamente per lo stesso rendimento. Nella pratica occorre verificare il bilancio con dati e confini di misura coerenti.
La potenza può lasciare un prelievo anche a batteria carica
Un secondo esempio chiarisce un limite diverso. Se per un’ora i carichi assorbono stabilmente 4 kW e l’accumulo può erogarne soltanto 3, almeno 1 kW deve arrivare dalla rete, in assenza di produzione fotovoltaica. In quell’ora equivale a 1 kWh, anche con energia ancora disponibile nella batteria.
Per la pompa di calore bisogna leggere il consumo elettrico nelle condizioni reali, includendo eventuali ausiliari e integrazioni. La potenza termica dichiarata della macchina non è la sua potenza elettrica assorbita. Confondere le due grandezze porta a valutazioni sbagliate dell’accumulo.
Questo non impone una batteria più potente in ogni casa. Chiarisce quale servizio stiamo acquistando: ridurre una parte dei prelievi può essere un obiettivo ragionevole, purché non venga raccontato come copertura completa.
Il risparmio aggiuntivo deve pagare anche le perdite
Un chilowattora trasferito alla sera può evitare un acquisto, ma l’energia usata per caricare avrebbe potuto avere un’altra destinazione. Nel confronto economico vanno considerati il costo variabile evitato e l’eventuale ricavo di immissione a cui si rinuncia. Alle perdite energetiche si aggiungono investimento, gestione e possibili sostituzioni.
Non è corretto moltiplicare tutta la capacità nominale per il prezzo dell’energia e per 365 giorni, come se la batteria facesse sempre un ciclo completo utile. Bisogna sommare le scariche realmente utilizzabili nell’anno e confrontare scenari di stagione, abitudini e degrado.
Prezzi e durate non hanno un valore universale. Il confronto usa contratto, offerta e garanzia effettivi. Le guide ARERA alla bolletta aiutano a leggerne le componenti: ridurre i kWh acquistati non elimina automaticamente le quote indipendenti dal consumo.
Accumulare calore è un’alternativa da confrontare
Se il fabbisogno successivo è termico, può essere utile produrre acqua calda nelle ore favorevoli e conservarla in un accumulo adatto. La ricerca del Department of Energy sugli scaldacqua in pompa di calore considera proprio questa possibilità di spostamento del carico.
Non significa che un puffer sia sempre conveniente, né che la programmazione solare vada imposta a qualunque edificio. Volume, isolamento, perdite, temperature e tempi di utilizzo devono essere compatibili con il servizio richiesto. Alzare troppo la temperatura per conservare più calore può peggiorare il rendimento della pompa di calore.
L’accumulo termico non alimenta gli elettrodomestici. La batteria elettrica può farlo, entro i suoi limiti. Il confronto riguarda funzioni precise, includendo anche la possibilità di spostare un consumo senza acquistare nuovi componenti. Un vantaggio dichiarato deve sopravvivere alle dispersioni e ai vincoli di comfort.
La checklist prima di scegliere
- Surplus: quanta produzione resta dopo i consumi diretti, in giorni e stagioni diversi?
- Domanda successiva: quali carichi utilizzeranno davvero l’energia conservata?
- Capacità utile: il valore è nominale, utilizzabile alle celle o erogabile ai consumi? Quale riserva resta esclusa?
- Potenza: carica e scarica sono compatibili con tempi di produzione e contemporaneità dei carichi?
- Perdite: rendimento e consumi ausiliari sono inclusi, senza doppi conteggi?
- Economia: il beneficio considera energia non venduta, costi aggiuntivi, garanzia e scenari prudenti?
- Alternative: gestione dei carichi e accumulo termico offrono lo stesso servizio con meno costo o complessità?
- Continuità: se serve il backup, sono definiti carichi alimentabili, autonomia, configurazione e limiti, anziché presumere che la sola presenza della batteria basti?
La misura utile è l’energia che arriva dove serve
La batteria può completare un sistema ben progettato. La sua utilità emerge quando colleghiamo surplus, capacità, potenza e domanda successiva. Anche una scarica parziale può avere valore; ciò che conta è quanto beneficio produce nel tempo rispetto alle alternative.
La decisione migliore parte da una domanda verificabile: quali prelievi ridurrà questo accumulo, in quali condizioni e con quale costo? Rispondere protegge il progetto molto più di una capacità elevata sulla prima pagina dell’offerta.
Adattamento originale dal capitolo 4, sezioni 4.1–4.9, del libro Il fotovoltaico non riscalda casa. Gli esempi sono didattici; non rappresentano interventi o prestazioni promesse. Riferimenti tecnici consultati il 13 ottobre 2026.
